Castagneto-01
News dal Parlamento Italiano

Legge Bilancio – Alla Camera accolti come raccomandazioni due odg su settore castanicolo e attività apistiche

Con la recente riforma operata dalla legge n.163 del 2016 sulla legge di contabilità e finanza pubblica n. 196 del 2009, i contenuti della legge di bilancio e della legge di stabilità vengono ora ricompresi in un unico provvedimento, costituito dalla nuova legge di bilancio, riferita ad un periodo triennale ed articolata in due sezioni, secondo quanto dispone il nuovo articolo 21 della legge di contabilità. La prima sezione svolge essenzialmente le funzioni dell’ex disegno di legge di stabilità; la seconda sezione assolve, nella sostanza, quelle del disegno di legge di bilancio.

L’integrazione in un unico documento dei contenuti degli ex disegni di legge di bilancio e di stabilità persegue la finalità di incentrare la decisione di bilancio sull’insieme delle entrate e delle spese pubbliche, anziché sulla loro variazione al margine come avveniva finora, portando al centro del dibattito parlamentare le priorità dell’intervento pubblico, considerato nella sua interezza.

Nell’ambito della sua discussione alla Camera il Movimento 5 stelle ha presentato emendamenti ed ordini del giorno. Qui di seguito vi allego i due ordini del giorno inerenti materie a me care come il settore apistico e quello castani colo. Entrambi i testi sono stati accolti come raccomandazione dal Governo, ci auguriamo che verranno prese iniziative normative nella direzione indicata dagli impegni presentati.

 

 

 

AC 4127 bis – A

Ordine del giorno

La Camera,

valutato il provvedimento in titolo,

preso atto che lo stesso non dispone interventi ne reca norme riguardanti il settore castanicolo che, come noto, registra numerose criticità;

premesso che:

–         l’Italia è tra i principali produttori ed esportatori mondiali di castagne e che le cause della  crisi che investe il settore sono da ricercare nella massiccia infestazione delle superfici investite da parte del Cinipide Yatsumatsu, un insetto particolarmente dannoso introdotto a seguito dell’importazione di materiale vegetativo non adeguatamente certificato dal punto di vista fitosanitario;

–         gli attacchi di questo temibile fitofago determinano danni irreversibili, con perdite rilevanti non solo per quanto riguarda la produzione dei frutti, ma anche con riferimento agli accrescimenti legnosi, a seguito del forte depauperamento delle strutture vegetative della pianta, provocando alla pianta  uno stato di stress che la rende particolarmente vulnerabile ad  altre malattie endemiche e non, in modo particolare il Cancro corticale, Mal dell’inchiostro, Cinipide galligeno, Marciume delle castagne, Cidie ed altre;

–         in molte aree del nostro Paese, benchè l’infestazione del cinipide sia rientrata a seguito della corretta applicazione dei metodi di lotta biologica attraverso l’introduzione dell’antagonista specie-specifico, a seguito della recrudescenza delle patologie di cui al punto precedente, si registrano anche in questa annata gravissime perdite di produzione dei frutti eduli soprattutto nel meridione;

–         per il recupero vegetativo-produttivo delle superfici castanicole da frutto italiane è necessario provvedere al ringiovanimento e alla rinaturalizzazione delle stesse, attraverso corrette metodologie formulate dagli enti di ricerca pubblici e dal ministero competente.

Impegna il Governo:

 

ad istituire, nello stato di previsione del ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, un fondo con una adeguata  dotazione finanziaria per ciascuno degli anni 2017, 2018 e 2019, per la promozione e la ricerca nel settore castanicolo.

PAOLO PARENTELA

 

AC 4127 bis – A

Ordine del giorno

La Camera,

–        valutato il provvedimento in titolo,

–        preso atto che lo stesso non dispone interventi ne reca norme riguardanti il settore apistico che, come noto, registra molte criticità;

–        premesso che la legge 24 dicembre 2004, n. 313, riconosce l’apicoltura come attività di interesse nazionale utile per la conservazione dell’ambiente naturale, dell’ecosistema e dell’agricoltura in generale e finalizzata a garantire l’impollinazione naturale e la biodiversità di specie apistiche, con particolare riferimento alla salvaguardia della razza di ape italiana (Apis mellifera ligustica Spinola) e delle popolazioni di api autoctone tipiche o delle zone di confine;

–        visto che ad oggi, il Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, non ha  adottato un solo documento programmatico contenente gli indirizzi e il coordinamento delle attività per il settore apistico (DPA), di cui il decreto ministeriale n. 20026 del 10 gennaio 2007;

–        considerato che sulla base dell’unico e oramai datato DPA, emerge un quadro comunitario caratterizzato da una produzione di miele nettamente insufficiente rispetto al fabbisogno interno, con un grado di autoapprovvigionamento inferiore al 50 per cento, con conseguente  costante ed elevato ricorso ad importazioni di miele dai Paesi terzi, in prevalenza dal Centro e Sud America, seguite da Est-Europa, Asia, Nord e Sud Africa;

–        preso atto che l’apicoltura presenta numerose difficoltà d’ordine sanitario, tra le quali, secondo il decreto del 2007, la varroasi e la peste americana, e da altre patologie di minor diffusione e gravità quali la nosemiasi, micosi, virosi e la peste europea, mentre per quanto concerne l’Aethina tumida (piccolo coleottero dell’alveare), veniva considerata come una nuova parassitosi non ancora segnalato sul territorio nazionale;

–        posto che si  assiste ormai da decenni ad una «crisi mondiale dell’apicoltura» caratterizzata da una considerevole riduzione delle capacità produttive degli allevamenti apistici, conseguenza delle attività umane ambientalmente non sostenibili, tra queste l’agricoltura tradizionale che fa largo uso di prodotti chimici, che degradano gli ecosistemi in cui le api insistono, provocando estesi fenomeni di apicidio;

–        visto che il 2016 si conferma come la peggiore annata degli ultimi 35 anni, con un calo di produzione del miele nazionale mediamente del 50/60 per cento, con punte anche dell’80 per cento, che a detta di numerosi esperti è causa diretta dei cambiamenti climatici e dell’uso massiccio e irrazionale dei prodotti chimici in agricoltura.

Impegna il Governo:

–        in ottemperanza a quanto previsto dall’articolo 5 della legge 24 dicembre 2004, n. 313,  ad adottare un nuovo documento programmatico contenente gli indirizzi e il coordinamento delle attività per il settore Apistico (DPA), che tenga conto dell’evoluzione del settore nel nostro Paese e che preveda anche lo stanziamento di risorse a favore degli enti di ricerca pubblici finalizzate a sostenere progetti volti a determinare le cause della moria delle api e degli altri impollinatori.

MASSIMILIANO BERNINI

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